Il Castello di Buccione noto anche come Torre di Buccione sorge alla sommità di un colle all'estremità sud orientale del lago d'Orta sul confine tra i comuni di Gozzano, Bolzano Novarese e Orta San Giulio nel territorio di quest’ultimo.
L’edificio prende il nome dal colle di Buccione, attribuito anche alla piccola frazione sottostante, in riva al lago, dove anticamente si trovava uno dei porti del lago.
Il luogo, naturalmente ben difeso, era già occupato in età preistorica, nell'età del ferro, come indicano i frammenti ceramici attribuibili alle prime fasi della Cultura di Golasecca (IX-VII sec. a.C).
In passato la torre è stata considerata di epoca longobarda, costruita su una precedente fortificazione di epoca romana. Lo studio, condotto sulla base di confronti con altri edifici medievali, e gli scavi archeologici hanno smentito questa ipotesi, indicando come datazione più probabile per la costruzione il terzo quarto del XII secolo.
Le ipotesi più accreditate individuano nella famiglia dei Da Castello i promotori della sua edificazione. Non è probabilmente casuale che il primo documento in cui il castello è citato, nell’anno 1200, veda come protagonisti proprio i Da Castello e il Comune di Novara essendo presente, il Vescovo della città. In quell’occasione l’accordo fu siglato nel “prato sotto il castello di Buccione” e la presenza del vescovo pare quella di un testimone, probabilmente ospite dei Da Castello in quanto esule dalla città di Novara per i contrasti con il Comune.
In ogni caso, dal 1235 il castello fu saldamente in possesso dei Vescovi di Novara, con funzione di vedetta e segnalazione.
La torre centrale (mastio) ha pianta quadrata (7,6 x 7,6 m) ed è alta 23,20 m. È realizzata in conci squadrati di varie dimensioni.
La porta originaria, posta a 6,60 m, consentiva di isolare completamente la torre, seguendo in piccolo lo schema dei donjons anglonormanni sviluppatosi a partire dal secolo XI. La porta attuale, in corrispondenza del magazzino, fu aperta in occasione dei restauri effettuati nell’Ottocento.
Il castello è costituito oltre che dalla torre da una cortina muraria dotata di merli e feritoie, un cortile inferiore e un’ampia piazza muragliata. Alla fine del Seicento il Cotta descrive quest’ultima come capace di seicento uomini d’ordinanza.
Gli scavi archeologici hanno evidenziato che il progetto originale prevedeva la costruzione di una cisterna (il colle non ha sorgenti naturali), che non sembra essere mai stata realizzata.
Interessante anche il sistema delle latrine, con le condotte di scarico verso l’esterno del recinto. Ve ne sono due internamente alla torre e due sulla cortina muraria con scarico sul versante di nordest. Si tratta del lato opposto a quello dove si trovava l’antica porta d’ingresso del castello. Ad essa si accedeva tramite una mulattiera, scomparsa da decenni, che saliva sul versante sud occidentale dal sottostante porto.
La complessità di queste opere fa pensare ad una fortezza ideata per ospitare una guarnigione importante che per gli eventi conseguenti all’espansione novarese non vennero completati. È probabile infatti che passando sotto il controllo vescovile il complesso non abbia subito interventi di ammodernamento fatta eccezione per la costruzione del tetto a quattro spioventi e l’aggiunta di una campana, forse nel XIV-XV secolo. Gli Statuti della comunità della Riviera di San Giulio ordinavano che tutti gli uomini validi accorressero in armi al suono della campana della torre.
La torre aveva inoltre una funzione di segnalazione importante tra i castelli di Gozzano e quello dell’Isola di San Giulio nelle cui cantine erano conservati i beni più preziosi della popolazione.
Il 4 novembre 1918 la campana suonò per annunciare la gioia per la fine della prima guerra mondiale. Da allora venne fatta suonare ogni anno, in occasione della ricorrenza, fino allo scoppio della Seconda guerra mondiale, quando venne spostata nel giardino di Villa Bossi, municipio di Orta, per timore di eventuali furti. È stata riposizionata sulla torre nel 2005, al termine dei lavori di restauro che hanno comportato anche la costruzione di alcune passerelle lignee per consentire una migliore fruizione del complesso.
La torre, con la sua inconfondibile sagoma, è molto amata dai Cusiani ed è simbolo di un passato di forte indipendenza.

Andrea Del Duca
Ecomuseo del Lago d'Orta e Mottarone

 

 


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